Le nove porte di Lanciano
Lanciano, con i suoi quattro quartieri costruiti su tre colli, era un modello di città medievale, chiusa dentro una solida cerchia di mura vigilata da robuste torri.
Nove sono le porte della città di Lanciano, delle quali una sola è rimasta in piedi, quella di S. Biagio. I’ultima porta abbattuta fu quella di S. Chiara verso l’anno 1850 definita "maestosa".
Le Nove Porte sono: Porta 8. Biagio, Porta di Pozzo Bagnaro, Porta di S. Maria del Ponte, Porta S. Angelo, Porta S. Chiara, Porta di Civitanova, Porta della Noce, Porta di San Nicola, Porta di S. Antonio Abate.
1) - PORTA SAN BIAGIO. Dalla strada maggiore di Lancianovecchio immetteva al tratturo, all’antica strada Traiana ed alla Fontana di Santa Lummina. In pietra arenaria locale, a sesto ogivale, al secolo XIII, è l’unica porta superstite della cinta muraria cittadina.
2)- PORTA DI POZZO BAGNARO (o Pagliaro). Dalla strada dei Bastioni di Lancianovecchia portava alla fontana omonima.Era una delle porte minori e costruita dopo il secolo XIII.
3) - PORTA DI S. MARIA DEL PONTE (o della fiera).
Posta alla fine del Ponte di Diocleziano dal lato della Fiera; dalla piazza menava al Prato delle Fiera.
Era sita al livello del piano del Ponte di Lotario e si notano tuttora dei resti di una sua torre con feritoie, dirimpetto all’ingresso dell’attuale strada del Ponte.
Quando alla fine del XV secolo fu costruito il Ponte attiguo a quello di Lotario, verso nord (su cui passa ‘lu curridore"), la porta chiudeva ‘la strada delle carrozze’ (attuale Auditorio di Diocleziano).
4) - PORTA S. ANGELO (o della Pietrosa). Era posta allo sbocco della strada di Colle Pietroso (attuale salita dell’Asilo) e della strada di Porta S. Angelo (attuale via dei Tribunali) del quartiere Borgo e conduceva alla Fonte del Borgo e, attraverso il Rione Mancino, alla strada per l’Iconicella. Gli antichi scrittori la dicevano eretta nel secolo XIII è la più bella di Lanciano per le decorazioni che aveva.
5) - PORTA S. CHIARA. Era sita all’estremità della Strada Maestra (attuale Corso Roma) del quartiere Borgo e conduceva alla strada dei Cappuccini e verso la montagna. Fu l’ultima ad essere demolita verso l’anno 1850, è definita "maestosa".
6) - PORTA DI CIVITANOVA. Era posta a confine con il convento di S. Maria la Nuova (attuale S. Giovina) e sulla strada delle Ripe nel quartiere di Civitanova.
Era detta "biponte", forse perchè formata da due archi chiusi da due ponti levatoi. Dal detto quartiere conduceva verso Orsogna e gli orti di S. Egidio (detto anche "Prato sotto il Colle della Selva").
7) - PORTA DELLA NOCE. Era una porta minore posta la strada delle Ripe del quartiere di Civitanova e portava alla Fontana di Civitanova (o Fonte Grande).
8) - PORTA S.NICOLA. Attigua alla Chiesa di S. Nicola nel quartiere della Sacca, allacciava il quartiere alla Fonte della Conceria ed alla strada per Frisa e Ortona.
9) - PORTA DI S. ANTONIO ABATE. Era una delle porte minori. Attigua al ponte di Lamaccio (o dell’Ammazzo), sotto il quartiere di Lancianovecchia, a cui accedeva con una ripida salita a circa metà della strada del Tonnino (attuale Via Agorai).
Le Porte di Pozzo Bagnaro, della Noce e di S. Antonio A. dal 1700 subirono un lento degrado, come del resto la cinta muraria, allorquando questa non servì più per scopi di difesa cittadina, ma furono adattate come posti di riscossione dei dazi.
Le porte maggiori e monumentali ( ad eccezione di quella di 5. Biagio) vennero abbattute tra il 1830 e il 1860 per motivi di traffico e di miglioramento dell’accesso alla città.
Da "Terra e Gente" di Giovanni Nativio e Florindo Carabba