Ipotesi sulla nascita dei quartieri di Lanciano con particolare riferimento alla " Sacca "
Florindo Carabba, sulla base di documenti del 10°, 11° e 12° secolo, di recenti ritrovamenti e studi, delinea la fondata ipotesi che i vecchi quartieri di Lanciano, cosiddetti ‘storici’, siano sorti nell’alto medioevo come nuclei fortificati autonomi, assolventi a specifiche funzioni economico-sociali e non, come sostenevano le tradizionali fonti, a seguito dell’espansione urbanistica e demografica dell’abitato di Lancianovecchia.
Questa nacque, sul colle Erminio, dopo
la distruzione dell’Anxanum romana, avvenuta nel periodo barbarico, intorno
al castello del ‘signore’ bizantino o longobardo e, cinta da forti mura,
divenne la città militare.
Il Borgo nacque da una ‘curtis’ signorile o ecclesiastica del tardo impero romano, come sede di attività agricole e artigianali e, successivamente, con il riavviarsi dei traffici tra i porti pugliesi ed il nord d’Italia, come centro, anch’esso per necessità fortificatosi, di scambi commerciali.
Civitanova, nacque da Villanova, che nell’epoca carolingia era la sede del castello di un suffeudatario, posto sul punto più elevato del colle della Selva e che aveva intorno le abitazioni dei lavoratori dei campi (o servi della gleba), cioè era un centro di attività agricola.
La Sacca derivò, molto probabilmente, da un antico monastero posto all’estremità inferiore del colle della Selva, che aveva al suo interno una chiesetta dedicata a San Pellegrino. Il monastero, fortificatosi contro le continue scorrerie di predoni e pirati nei secoli dall’80 al 10°, divenne ‘ospizio’ di accoglienza di pellegrini e forestieri.
In particolare nella Sacca, alla fine del secolo 10°, trovarono rifugio gli ebrei che trafficavano nelle già fiorenti fiere di Lanciano.
Il quartiere, cresciuto intorno alla chiesetta di San Pellegrino, dapprima, e successivamente intorno alla chiesa di San Nicola, ricostruita sulle rovine di quella agli inizi del 13° secolo, fu il centro principale di accoglienza, oltre che della ‘giudecca’, dei mercanti che frequentavano le fiere e, tra il 1440 ed il 1500, dei profughi della sponda orientale dell’Adriatico, che fuggivano davanti all’incalzare delle armate turche.
Esso, cioè, divenne il quartiere simbolo della tradizionale, calda ospitalità dei lancianesi nei confronti del forestiero.
Ing. Florindo Carabba, da una sua conferenza del 6 giugno 1998 nella Chiesa di S. Nicola.