Omelia del Parroco Don Leo Di Felice
In occasione della Prima Messa Solenne di Don Grzegorg Gregorio Lydek il 29 GIUGNO 2008 celebrata nella Chiesa di San Nicola in Lanciano
Caro Gregorio, cari fedeli, cari amici,
oggi siamo in tanti a gioire e a ringraziare il Signore con te perché hai raggiunto la vetta del sacerdozio, da te tanto atteso e tanto desiderato, vi sono amici provenienti da varie parti: Trento, Foggia, Taranto, Roma, S. Maria Imbaro, Lanciano e soprattutto da questa comunità di S. Nicola, presso cui, da alcuni mesi, stai esercitando il servizio alla chiesa Frentana.
A me, parroco di questa comunità, hai affidato un compito importante ma gravoso: tenere l'omelia nel giorno della tua prima messa solenne. Non ho potuto sottrarmi perché ci tenevi e ti era particolarmente a cuore. Sono riflessioni uscite dal cuore da parte di uno che, qualche giorno fa, ha celebrato quaranta anni di sacerdozio.
Chi è IL PRETE ?
PRETE deriva dalla parola biblica PRE sbi TE ro, da preferire a sacerdote, termine troppo
dolce!
La più bella definizione di prete ci viene da S. Paolo Ebr.5,1-3 " ...E' scelto fra gli uomini,
ed è stabilito per servire Dio a vantaggio degli uomini...Egli è in grado di sentire
compassione per quelli che sono nell 'ignoranza e commettono errori, perché anche lui è
un uomo debole."
- Il prete è un uomo, come gli altri, preso tra essi, rivestito di tanta debolezza per portare i pesi degli altri. E' colui che condivide e partecipa alla debolezza e alla fragilità degli uomini.
- II prete è un mediatore tra Dio e gli uomini; è colui che fa da ponte. Dio agisce attraverso dei mediatori. Ha un ministero da svolgere in un servizio libero, sereno e gioioso. Mons. Tonino Bello afferma che gli unici paramenti biblici che troviamo nel Vangelo sono la stola e il grembiule, simboli di servizio e laboriosità.
- Il prete non parla da sé e né di sé. Non è un ripetitore di un'idea o di una filosofia. Egli è un annunciatore di Cristo. Non parla a proprio piacimento ma deve annunciare alla comunità la buona notizia del Vangelo. Il Vangelo è il bello annuncio per l'uomo di oggi, di domani, di tutti i tempi: non solo per quelli che frequentano ma anche per quelli che sono lontani, o che ci dicono male o ci prendono in giro.
- Il prete è un testimone di vita. Quella bella notizia annunciata deve essere poi dimostrata e testimoniata con la vita. Una testimonianza trasparente, integrale, in pienezza, senza adulterazione, senza svilimenti, sapendo che Dio non fa sconti, specialmente ai suoi ministri.
- Il prete è anche un annunciatore di speranza. E' colui che sa vedere avanti, sa proiettarsi nel futuro. La fede non cambia mai,ma cambiano i modi. E' colui quindi che sa scoprire germi di novità, sa progettare e scoprire sempre cose nuove.
- Perciò non è facile essere prete. Deve avere un cuore grande, direi grandissimo come quello di Dio. Ha bisogno poi di molta solidarietà, di molto affetto, anche esteriore.
Oggi è la solennità dei Santi Pietro e Paolo, le colonne della chiesa. Due uomini fragili,
trasformati dalla grazia e diventati messaggeri credibili del Vangelo.
Vorrei ricordare due episodi di questi due grandi Apostoli, molto attinenti a questa
circostanza.
- Pietro e Giovanni andavano al Tempio a pregare. Erano le tre del pomeriggio. Presso la Porte del Tempio c'era un uomo storpio fin dalla nascita a chiedere l'elemosina. Pietro gli dice: " Non possiedo né argento e né oro , ma quello che ho, io te lo do: Nel nome di Gesù, alzati e cammina. " Non possiede nessun patrimonio, non ha proprio nulla, neanche un mestiere, eppure possiede l'essenziale. Qual’è la ricchezza e la forza di Pietro? Questa estrema povertà costituisce la sua forza. Dice l'altro Apostolo Paolo. " Quando sono debole è allora che sono forte. " E' la stessa cosa dire: " La nostra forza è nel Signore Gesù".
Caro Gregorio, attacchiamoci a Lui, solo a Lui. E' forte il rischio di attaccarsi alle situazioni, alle cose, alle persone.
- Paolo, attraverso le sue lettere, racconta la sua conversione: da persecutore dei cristiani a seguace di Cristo. E lo fa ricordando come tutto quello che possiede gli è dato come dono gratuito e come tale va restituito. E' questa l'impostazione della vita autenticamente cristiana. Totalmente diversa da quell’atteggiamento di autosufficienza e di potenza del nostro tempo. " Ma quando Dio, che mi scelse fin dal seno materno e mi chiamò con la sua grazia, si compiacque di rivelare in me il suo Figlio... " E' una confessione di umile riconoscenza di fronte alla sua vita cambiata ma anche un impegno a fare della sua vita un dono e uno strumento nelle mani del Signore.
Il Signore affida a questi due grandi Apostoli, Pietro e Paolo, il compito di servire gli altri. Questa è l'unica e massima onorificenza nella chiesa: servire gli altri, specie i poveri (e non servirsi dei poveri!). Nessun privilegio! Nessun potere straordinario! Nessuna via facilitata! Solo ed esclusivamente servus servorum Dei. Una bella immagine dalla quale bisogna ripartire ogni giorno per annunciare la grazia, nonostante gli smarrimenti e i tradimenti umani.
Vorrei concludere con una preghiera sui sacerdoti di d. Tonino Bello: "Mettici, o Signore, le ali ai piedi perché, come Maria, siamo sacerdoti per il mondo e possiamo raggiungere in fretta la città, la città terrena, quella che tu ami appassionatamente... che non è il ripostiglio dei rifiuti, ma il partner benedetto con cui dobbiamo agonizzare perché giunga a compimento l'opera della tua redenzione. " Parafrasando: Metti le ali ai piedi di d. Gregorio perché possa raggiungere in fretta la nostra città (diocesi) che tu ami appassionatamente annunciando la bella notizia del Vangelo. Amen.